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Turchia - ANTALYA - THE MARMARA 5 Stelle

Destinazione: Turchia Localita: ANTALYA Soggiorno: THE MARMARA 5 Stelle Notti: 7 Trattamento: Pensione Completa con bevande ai pasti Offerta: Lastminute
EUR: 808
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Editoriale: Turchia
Turchia con Terzani: tutti i luoghi della spiritualità cristiana... e non
 Non posso che parlarvi di spiritualità, per raccontavi i miei viaggi in Turchia, una Paese che, nonostante oggi sia uno Stato laico ma profondamente islamizzato, considero una specie di seconda Terra Santa, che racchiude in sé testimonianze importantissime per la storia della religione cristiana.Tutto questo appare già evidente appena si arriva a Istanbul e si può ammirare la maestosità di Aya Sofia, con quell?inconfondibile sagoma fatta di cupola imponente e quattro minareti che si stagliano contro il cielo. Nel 325 Costantino decise che sarebbe diventata la prima basilica dedicata alla Divina Sapienza.Poi, passata attraverso incendi e terremoti, giunse l?invasione di Costantinopoli da parte dei Turchi e nel 1453 fu trasformata in moschea. Dal 1935, però, per volere del padre della patria Atatürk, è un museo che mostra al mondo i suoi incantevoli mosaici bizantini. Foto | Roberta Barbi   Ma non si tratta dell?unico esempio di chiesa trasformata in moschea a Istanbul: è successo anche a San Salvatore in Chora, poi Kariye Camii e oggi museo, celebre per i suoi mosaici e le pitture parietali tra le più belle al mondo. Il ciclo decorativo risale al XVI secolo, grazie alla raffinatezza culturale di Teodoro Metochite, che ne fece il monumento più rappresentativo della tarda arte bizantina. Oro e colori, un?opulenza che sembra lontana milioni di km dalla disarmante essenzialità delle pitture nelle chiese rupestri della Cappadocia. I Padri Cappadoci, infatti, vivevano come eremiti nelle spelonche disseminate in tuta la Valle di Görëme e anche le chiese, come le loro abitazioni, erano antri scavati nella roccia dove i cristiani di allora si riunivano per celebrare la Messa. Vederle ancora oggi è un?emozione.Uno dei luoghi più importanti del mio viaggio di spiritualità e introspezione in Turchia è certamente Efeso. Qui, tra le rovine, riecheggiano le parole della lettera di San Paolo agli Efesini: ?Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei Santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d?angolo lo stesso Cristo Gesù?.Fermatevi un attimo nella Chiesa della Vergine, nata su un precedente edificio romano e di cui oggi è visibile praticamente solo il fonte battesimale. Su queste pietre si svolse il Concilio di Efeso nel 431, dove si stabilì che Maria sarebbe stata venerata come la madre di Dio: Theotokos. Qui, infatti, venne coniata la seconda parte dell?Ave Maria, preghiera d?invocazione alla Madonna per eccellenza.Qualche km più avanti, lungo la strada per Panaya Kapulu, troverete la Meryemana, la casa dove Maria abitò dopo la morte di Gesù e che venne scoperta da un archeologo alla fine dell?Ottocento grazie alle rivelazioni di una veggente. È una casa piccolissima e spoglia, ma in tutto il luogo, solitario e silenzioso, si respira un?atmosfera di pace e serenità che è difficile da descrivere.Non esistono prove storiche che la Madonna abbia vissuto qui, tranne un paio di notizie del I e del XIII secolo, ma nel 2006 si registrò un fatto che se non vogliamo catalogare come miracoloso, quantomeno dovremo affibbiargli l?etichetta di strano. Un immenso incendio che divorò 1200 ettari di bosco intorno alla casa, infatti, si fermò ad appena un metro da essa, risparmiandola alle fiamme. Ai piedi della collina, a Selçuk, sorge la splendida Basilica di San Giovanni, alla quale si accedeva attraverso il monumentale portale della Persecuzione e che fin dall?antichità è stata la principale meta di pellegrinaggio dell?Asia Minore. Qui pare che l?Evangelista sia sepolto. Torniamo ora per un attimo all?atmosfera dei Concili dei primi cristiani: la Turchia ne ha ospitati molti. Ricordiamo quello di Nicea, del 325, il primo ecumenico del mondo cristiano. In questa località che oggi si chiama Iznik, venne stabilito il metodo per calcolare la Pasqua, condannata l?eresia dell?arianesimo e creato il cosiddetto credo niceno.Nella cintura asiatica di Istanbul si trova Kadiköy, l?antica Calcedonia: anche qui nel 451 si svolse un concilio in cui venne condannato il monofisismo, l?eresia che predicava un?unica natura di Gesù negandone la doppia natura, umana e divina. Spostiamoci ora a sud, al confine con la Siria: ad Antiochia ebbe inizio ufficialmente l?attività evangelizzatrice dei cristiani, che furono chiamati così per la prima volta proprio in questa città sul fiume Oronte. Inoltre, Tarso fu la città che dette i natali a San Paolo: oggi è un centro ultramoderno, che conserva, però, un pozzo risalente all?epoca e una chiesetta alla quale si arriva dopo un articolato giro attraverso le strette viuzze del quartiere ebraico, sulle quali si affacciano alte case di pietra. La chiesa è sempre chiusa, ma a disposizione di gruppi in pellegrinaggio che hanno bisogno di un luogo dove celebrare la Messa.Concludo il tour con la capitale del sufismo: Konya, l?antica Iconio, probabilmente la più spirituale, ma anche integralista fra le città turche. Qui si trova il mausoleo di Mevlâna, grande figura della mistica musulmana, fondatore dell?ordine dei dervisci rotanti. Oggi il Comune ha costruito un teatro in cui quasi tutte le sere, d?estate, i turisti possono assistere gratuitamente a una rappresentazione della danza sacra.La confraternita dei dervisci è famosa in tutto il mondo per la sua danza sacra che si apre con un canto solenne al suono di un flauto. A questo punto entrano i dervisci che compiono tre giri intorno alla sala, simboleggianti i tre modi di avvicinarsi a Dio: contemplazione, verità e unione. Poi, gettato a terra il mantello come a voler risorgere, iniziano a roteare vorticosamente su se stessi con la mano destra puntata verso il cielo a ricevere la grazia divina e la sinistra rivolta in basso, a scrollarsi di dosso le cose terrene.        Turchia con Terzani: tutti i luoghi della spiritualità cristiana... e non é stato pubblicato su travelblog alle 09:00 di venerdì 09 luglio 2010.
Turchia con Becky: Istanbul tra spezie e veli
 Non credevo che l?avrei mai detto: Istanbul è davvero una città ricca di sorprese e di emozioni, una sorta di perla Orientale del trendy in cui ogni ragazza ?stilosa? deve poter raccontare di essere stata. Innanzitutto, mi raccomando, andateci con il vostro lui: le gite in barca sul Bosforo con cappello e occhiali da sole alla Audrey Hepburn, mano nella mano con la vostra rude metà, o le romantiche cenette a lume di candela su una terrazza, che vi sembra di avere le intere luci di Europa e Asia ai vostri piedi, sono esperienze indimenticabili da vivere almeno una volta nella vita.E di giorno, quando sarete stanche di sauna e bagno turco, potete addentrarvi nei vicoletti del Sultanhamet che regalano sempre qualche bottega artigianale che nel vostro precedente giro di perlustrazione non avevate notato: qui potete trovare tovaglie e copriletto ricamati a mano, ceramiche, gioielli antichi e vari oggetti di antiquariato.Foto | Roberta Barbi  Ovviamente il posto che preferisco di Istanbul è il Gran Bazar: una vera e propria città nella città, dove vi consiglio di andare muniti di cartina per non perdervi: infatti, con i suoi 12 accessi principali e 20 secondari, ma soprattutto con 200mila metri quadri di superficie, è considerato il mercato coperto più grande del mondo!La prima regola di sopravvivenza qui dentro è cercare di non essere travolti dalla folla; inoltre, l?ideale è andarci la mattina (una giornata di visita, se siete appassionati di shopping come me, ci vuole). Lì dentro potrete scegliere se interpretare il ruolo di odalisca, con veli trasparenti e variopinti e teli riccamente damascati, oppure quello di danzatrice del ventre, con bracciali avvolgenti, monetine e pendaglietti dorati e tintinnanti. Oltre, naturalmente, ai caratteristici kilim (tappeti) e alle sgargianti lanterne luminose.Affascinante e misterioso anche il coloratissimo Mercato delle spezie, che fa parte del complesso della Yenii Camii: tra macinini e mortai potrete acquistare a peso sesamo, aloe, zafferano, liquirizia, oppure il sumak, una sopraffina erba violetta che serve a condire le insalate. Molto pregiate, inoltre, la pappa reale e il polline d?api, ma potrete trovare molte preparazioni naturali come il ?viagra orientale?, una specie di confettura di miele e peperoncino extrastrong. Non perdetevi la parte mangereccia, dove gustare sul posto frutta candita, pistacchi e arachidi turche, ayran (bevanda tradizionale allo yogurt), simit (ciambelle ripiene di semi di sesamo) o lokum (cubetti di gelatina ricoperti di zucchero a velo).Se ormai vi sentite un?odalisca provetta, fate una visita al Topkapi, il palazzo reale dei sultani, che ovviamente, possedevano un harem. Tradotta dal turco, questa parola significa ?cosa vietata, riservata? e indicava quella parte dell?edificio dedicata alle donne e al quale, perciò, era proibito l?accesso agli estranei. Qui, sotto lo stesso tetto, vivevano le mogli del sovrano (un massimo di 4), le concubine (numero illimitato), le schiave e tutte le donne che avevano qualche legame di parentela con lui. A far loro la guardia, gli eunuchi, che abitavano una casa vicina.Se chiudo gli occhi e lavoro di immaginazione mi sembra di vederle, queste donne velate dalla cima della testa alla punta dei piedi, cui il venerdì era consentito uscire per andare a pregare alla grande Moschea Blu. Una volta dentro, rivolte verso il mihrab che indica la direzione della Mecca, le immagino frastornate dallo splendore delle maioliche di Iznik di cui è rivestito l?interno e che scintillano al sole ferendo gli occhi, unico ammaliante spiraglio lasciato libero dalla stoffa, che fa intuire la loro bellezza.Infine, se siete il genere wellness and beauty, non mancate una puntatina a Pamukkale, il ?castello di cotone?: una serie di formazioni calcaree a terrazze sovrapposte, il cui biancore, già da lontano, è abbacinante. Nella passeggiata, rigorosamente a piedi nudi, potrete sfruttare le sorgenti termali con acqua ricca di sali di calcio, che sgorga a 35°.A seconda dell?ora del giorno in cui vi andrete, potrete ammirare le diverse sfumature di colore che la montagna immacolata assume grazie agli arabeschi disegnati dalla luce del sole. Il luogo ospita anche un importante sito archeologico, Hierapolis.            |